UFFICIO NAZIONALE PER LA PASTORALE DELLA SALUTE
DELLA CONFERENZA EPISCOPALE ITALIANA

10 ottobre 2021 – Giornata mondiale della salute mentale

Attenzione alla povertà vitale
7 Ottobre 2021

Dal 1992 il 10 ottobre si celebra la Giornata Mondiale della Salute Mentale (World Mental Health Day), promossa dalla Federazione mondiale per la salute mentale (WFMH) insieme all’Organizzazione mondiale della sanità (OMS). L’obiettivo è quello di sensibilizzare la popolazione circa le problematiche relative alla salute mentale e favorire ogni sforzo (istituzionale e associativo) a sostegno del benessere psicologico.

Il tema scelto per il 2021 è “Salute mentale in un mondo diseguale” ed evidenzia la stretta correlazione che esiste fra benessere economico-sociale e benessere mentale. Il Piano d’azione per la salute mentale 2013-2030, recentemente aggiornato dall’Oms, indica tra i determinanti dei disturbi mentali non solo aspetti individuali ma anche fattori sociali, culturali, economici, politici e ambientali. Si tratta di una “povertà vitale” complessiva. La società mondiale è sempre più polarizzata, con i ricchi che diventano più ricchi e il numero di persone che vivono in povertà in aumento; tale divario economico è stato reso sempre più drammaticamente evidente dall’attuale pandemia.

L’accesso ai servizi di salute mentale rimane disuguale, circa l’80% delle persone con disturbi mentali nei paesi a basso e medio reddito non può accedere ai servizi di salute mentale perché carenti o addirittura inesistenti. Appare tuttavia un dato inaspettato: anche nei paesi più ricchi i servizi di salute mentale risultano fra i meno disponibili alla popolazione seppure vengano inseriti nei livelli assistenziali di base. Anche nelle nazioni con budget sanitario elevato gli investimenti in salute mentale risultano esigui e minoritari. Fra le cause vi è un prevalere della “mentalità dello scarto” rispetto alla cultura della comunità, come ben evidenziato dal nostro Pontefice nel messaggio ai partecipanti della seconda giornata mondiale della salute mentale. Papa Francesco evidenzia infatti come oggi “si prestano cure e attenzioni maggiori a chi apporta vantaggi produttivi alla società, dimenticando che quanti soffrono fanno risplendere, nelle loro esistenze ferite, la bellezza insopprimibile della dignità umana”. Ecco perché il Pontefice auspica “una rinnovata sensibilità nei confronti di chi soffre disagi di salute mentale”.

A causa dell’epidemia di COVID 19 molte persone con una malattia mentale non hanno ricevuto e non stanno ricevendo trattamenti adeguati sia dal punto di vista farmacologico che riabilitativo. A questo si aggiunge anche l’impatto psicologico della pandemia sul nostro Paese: secondo l’Agenzia Italiana del Farmaco (Aifa) in Italia ci sono circa 3 milioni di depressi e nel corso del 2020 il 6,5% della popolazione italiana, oltre 3milioni e 850mila cittadini, ha fatto ricorso a farmaci antidepressivi. L’uso delle benzodiazepine (farmaci ipnotici e ansiolitici) nel 2020 è aumentato del 6,6% rispetto all’anno precedente in cui non era ancora presente la pandemia. Tali dati rendono ancora più forte ed impellente l’invito del Santo Padre a “una rinnovata sensibilità nei confronti di chi soffre disagi di salute mentale, per infondere maggior fiducia in tanti nostri fratelli e sorelle segnati dalla fragilità”.

Il Tavolo sulla salute mentale dell’Ufficio Nazionale della CEI per la pastorale della salute segue con particolare attenzione e dedizione questo ambito: per intervenire direttamente, per rimuovere lo stigma sociale, per promuovere una “cultura della vita” che contrasti le condizioni che portano alla logica dello scarto, per fornire informazioni utili a modellare l’azione pastorale della Chiesa in questo ambito.