UFFICIO NAZIONALE PER LA PASTORALE DELLA SALUTE
DELLA CONFERENZA EPISCOPALE ITALIANA

Raccontarsi è un po’ guarire

Ma quando un racconto diventa cura?
19 Maggio 2022

di Gianni Cervellera

Raccontarsi è una delle attività che le persone fanno di frequente. Accade in famiglia, con gli amici, in salotto o al bar, ovunque. Ma quando un racconto diventa cura? È questa la domanda che hanno affrontato i dodici partecipanti in una sessione tematica durante il Convegno di Pastorale della salute della Cei a Cagliari (9-12 maggio). Un piccolo laboratorio in cui i presenti si sono confrontati con le proprie storie di vita, focalizzando quegli aspetti che in un racconto sortiscono effetti benefici. È stato uno spazio di libertà in cui potersi muovere con leggerezza nelle trame dei vissuti, senza risultati attesi se non quelli della bellezza nell’apprezzare gli altri. È stata utilizzata una griglia in cinque punti, mutuata dal testo di Duccio Demetrio «Raccontarsi», e con i relativi cinque esercizi ci si è avviati insieme a una maggiore consapevolezza nell’utilizzo della narrazione come contributo nel processo terapeutico.

In qualche modo, sulla scia anche di esperienze come la medicina narrativa, si è cercato di porre le basi di una pastorale della salute narrativa. Il tema non è nuovo alla pastorale in genere. Si pensi al confronto costante della propria biografia con la storia di Gesù di Nazareth che avviene nella liturgia, nella catechesi, nella formazione. La stessa fede cristiana nasce da un racconto, da una storia che si tramanda, dove gli eventi nascondono e rivelano il mistero di Dio e dell’uomo.

C’è stata grande disponibilità nel raccontare episodi belli e tristi, con qualche resistenza ad accedere alle emozioni sottostanti. Questo rivela la necessità, non rimandabile, di esercitarsi nel nominare ciò che si prova e ad apprenderne la gestione.

L’assenza di giudizio ha caratterizzato quello stare insieme, anche se per poche ore. È stato interessante come in una sorta di gioco delle parti, proiettando le proprie caratteristiche su un animale o un personaggio più che descrivere ciò che si è, i partecipanti indichino il proprio voler divenire, idealizzando se stessi. Questo può rivelare una certa resistenza a guardarsi dentro, ma testimonia il desiderio e la volontà di voler migliorare. Nessuno ha posto domande cariche di curiosità, nel rispetto e nella consapevolezza che le domande chiudono la relazione mentre il racconto apre.

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