La rubrica “Parole di Cura” intende accompagnare i lettori nella scoperta del magistero del Santo Padre sui temi della salute, della cura, della fragilità, della dignità della persona e della tutela della vita. Potremo inoltre conoscere il Progetto Magistero in Pastorale della Salute (www.magisterosalute.it), nel quale sono raccolti i documenti, i messaggi e gli interventi dei Papi dedicati a questi temi, offrendo uno strumento di approfondimento e di formazione per operatori pastorali, sanitari e per quanti hanno a cuore il servizio alla persona.
In questo appuntamento della rubrica proponiamo il Messaggio di Papa Leone XIV per la XXXIV Giornata Mondiale del Malato 2026, dedicato al tema «La compassione del Samaritano: amare portando il dolore dell’altro».
Nel suo Messaggio, il Santo Padre ribadisce come cura, salute e compassione siano dimensioni essenziali della vita cristiana e della missione della Chiesa. Prendendo spunto dalla parabola del Buon Samaritano, Papa Leone XIV ricorda che l’amore non è mai passivo, ma si traduce nella decisione concreta di farsi prossimi, di fermarsi davanti alla sofferenza, di avvicinarsi e di prendersi cura.
In una cultura spesso segnata dalla fretta, dall’indifferenza e dalla logica dello scarto, la cura della persona sofferente diventa un gesto profetico, capace di interrompere la corsa, superare le distanze e restituire dignità a chi soffre. La compassione, sottolinea il Papa, non è semplicemente un sentimento o una forma di filantropia: è un’emozione profonda che spinge all’azione, portando ad avvicinarsi, medicare, accompagnare e condividere il peso della sofferenza.
È proprio in questa prospettiva che la parola del Papa assume un valore particolare per la Pastorale della Salute. La cura, infatti, non riguarda soltanto il corpo, ma coinvolge tutta la persona e la rete di relazioni nella quale essa è inserita. Familiari, vicini, operatori sanitari, volontari e comunità ecclesiali sono chiamati a partecipare a questa compassione, trasformandola da gesto individuale in una responsabilità condivisa. La cura della persona malata è dunque una vera e propria azione ecclesiale, nella quale la comunità cristiana rende visibile la prossimità di Cristo verso chi soffre.
«Avere compassione implica un’emozione profonda, che spinge all’azione. È un sentimento che sgorga da dentro e porta all’impegno verso la sofferenza altrui. […]. I familiari, i vicini, gli operatori sanitari, le persone impegnate nella pastorale sanitaria e tanti altri che si fermano, si avvicinano, curano, portano, accompagnano e offrono ciò che hanno, danno alla compassione una dimensione sociale. Questa esperienza, che si realizza in un intreccio di relazioni, supera il mero impegno individuale. In questo modo, […] non solo ho fatto riferimento alla cura dei malati come a una «parte importante» della missione della Chiesa, ma come a un’autentica “azione ecclesiale”». Papa Leone XIV
Puoi leggere il discorso del papa al seguente link: https://magisterosalute.chiesacattolica.it/document/messaggio-papa-leone-giornata-del-malato/