Il 7 aprile di ogni anno si celebra la Giornata Mondiale della Salute, istituita nel 1948 in occasione della prima Assemblea dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS). Questa ricorrenza nasce con l’obiettivo di promuovere la sensibilizzazione sui temi della salute a livello globale, richiamando l’attenzione su questioni fondamentali che riguardano il benessere delle persone e delle comunità.
Nel tempo, la Giornata, rilevando le differenze a livello mondiale, ha messo in luce numerosi ambiti cruciali: dalla salute mentale all’assistenza materna e infantile, fino alle sfide legate al cambiamento climatico. Si tratta di una visione ampia della salute, che riconosce l’interconnessione tra dimensioni fisiche, psicologiche, sociali, ambientali ed economiche, nella prospettiva di un benessere integrale della persona, secondo la recente definizione: “One Health”.
Il tema scelto per il 2026, “Insieme per la salute. Al fianco della scienza”, intende sottolineare il ruolo fondamentale della ricerca scientifica e della cooperazione internazionale nella promozione e tutela della salute per tutti.
In questo orizzonte si inserisce l’impegno dell’Ufficio Nazionale per la pastorale della salute, che da sempre promuove una cura integrale della persona. In particolare, con l’istituzione, una decina di anni fa, di un tavolo di lavoro dedicato che coinvolge specialisti del settore, l’attenzione alla salute mentale si è rafforzata negli ultimi anni, anche in riferimento all’esperienza della pandemia da Covid-19. Tale percorso ha permesso di approfondire, tra le altre cose, le fragilità emergenti nel mondo giovanile.
L’azione dell’Ufficio, tuttavia, non si limita a singole dimensioni, ma si radica in un concetto unitario di persona che ne comprende la dimensione spirituale e ampio di cura, che invita a creare condizioni favorevoli alla promozione della salute. Questa richiede anche un cambiamento culturale e una rinnovata capacità di camminare insieme, superando visioni frammentate, e non dipende unicamente dai sistemi organizzativi ed economici. È importante ricordare che i sistemi sanitari non possono essere ridotti a una funzione meramente prestazionale.
Non si tratta solo di erogare terapie, ma di offrire una vera e propria “cura”, intesa come presa in carico della persona nella sua globalità. Ciò implica una corresponsabilità diffusa, in cui ciascuno si sente parte attiva del contesto in cui vive.
Come ricorda don Massimo Angelelli, direttore dell’Ufficio Nazionale per la pastorale della salute:
«La salute è molto più della sanità: la sanità ci cura nel momento del bisogno, si occupa delle nostre patologie; ma tutti siamo coinvolti a custodire la nostra salute, che è fatta di molti elementi diversi».
In questa Giornata Mondiale della Salute, si rinnova dunque l’impegno a sostenere una visione ampia e condivisa del prendersi cura, nella consapevolezza che solo lavorando insieme sarà possibile promuovere autenticamente la salute di ogni persona e dell’intera comunità.