Il 18 febbraio si celebra la Giornata Mondiale della Sindrome di Asperger. Il nome richiama il medico austriaco Hans Asperger, che per primo identificò, studiò e descrisse bambini con peculiari caratteristiche comportamentali, in particolare nell’interazione sociale, negli interessi e nelle abilità comunicative.
La sindrome di Asperger rientra nei Disturbi dello Spettro Autistico (ASD) e comporta difficoltà nella comunicazione e nella comprensione socio-emotiva. Pur con buone capacità cognitive e linguistiche, possono esserci difficoltà nel cogliere regole implicite, emozioni e linguaggio non letterale, insieme a interessi ristretti e possibili rigidità comportamentali.
Secondo l’Istituto Superiore di Sanità, in Italia l’autismo riguarda circa 1 bambino su 77 (più frequente nei maschi); complessivamente i disturbi dello spettro autistico interessano circa 1 persona su 100, con circa 300.000 diagnosi riconducibili ad Asperger o ADHD.
Alla luce del percorso intrapreso dall’Ufficio Nazionale per la pastorale della salute e tuttora in corso, che ha istituito un tavolo sull’autismo composto da professionisti esperti del settore, è stato elaborato un glossario dei principali termini utilizzati nell’accompagnamento del Disturbo dello Spettro Autistico. Prosegue inoltre l’impegno per sensibilizzare e ricordare che la sindrome di Asperger non rappresenta un’etichetta né una malattia da stigmatizzare, ma un diverso modo di percepire e interpretare il mondo. Una diagnosi precoce consente di accompagnare il bambino e la sua famiglia attraverso interventi mirati e specifici, favorendo lo sviluppo delle competenze relazionali e tutelando il benessere e l’equilibrio psicologico della persona.
Questa Giornata richiama l’importanza di una diagnosi tempestiva e di un accompagnamento competente e attento delle famiglie. Ricorda inoltre che la diversità, lungi dall’essere un limite, rappresenta una ricchezza per l’intera comunità. Custodire, sostenere e valorizzare le persone con sindrome di Asperger significa promuovere una cultura della salute integrale, capace di coniugare attenzione clinica, prossimità educativa e autentica inclusione sociale.