Il 5 maggio si celebra la Giornata Internazionale dell’Ostetrica: un’occasione per ribadire, anche in Italia, il valore dell’assistenza ostetrica come presidio di umanizzazione delle cure e di tutela della salute di donne, neonati e famiglie. Uno sguardo che, allargandosi in particolare ai Paesi più poveri e in via di sviluppo, ci invita a prendere atto che l’Ostetrica è persona fondamentale per diminuire drasticamente il tasso di mortalità materna e perinatale.
“La cura non è solo atto clinico, ma relazione, ascolto, presenza”. È da qui che prende forma il significato più profondo della Giornata Internazionale dell’Ostetrica, che il 5 maggio 2026 richiama il mondo intero attorno allo slogan One million more midwives. Un messaggio che parla anche al nostro Paese e che interpella da vicino il Servizio sanitario nazionale. In Italia, le ostetriche rappresentano un punto di riferimento essenziale nei percorsi nascita e nella salute della donna lungo tutto l’arco della vita. Sono professioniste che coniugano competenza clinica e prossimità umana, contribuendo a rendere le cure più sicure, ma anche più rispettose dei bisogni, dei tempi e della dignità delle persone.
Investire nelle ostetriche significa, prima di tutto, investire nell’umanizzazione delle cure. Significa garantire accompagnamento continuo in gravidanza, nel parto e nel post partum, promuovere l’allattamento, sostenere la genitorialità e intercettare precocemente i bisogni di salute. Significa, soprattutto, mettere la donna al centro, riconoscendone il ruolo attivo e la libertà di scelta. Il dato globale – un milione di ostetriche in più necessarie – richiama anche l’Italia alla responsabilità di rafforzare la presenza e la valorizzazione di queste professioniste nei servizi territoriali e ospedalieri. Dove le ostetriche sono pienamente integrate nei modelli organizzativi, migliorano gli esiti di salute, si riducono gli interventi inappropriati e cresce la qualità percepita dell’assistenza.
Come Federazione Nazionale degli Ordini della Professione di Ostetrica, sentiamo il dovere di promuovere una cultura della nascita che sia sempre più umana, competente e vicina alle persone. La celebrazione del 5 maggio non è solo un momento simbolico, ma un invito concreto a riconoscere il valore di una professione che ogni giorno contribuisce a custodire la vita, accompagnandola con rispetto e responsabilità.
Silvia Vaccari
Presidente FNOPO