UFFICIO NAZIONALE PER LA PASTORALE DELLA SALUTE
DELLA CONFERENZA EPISCOPALE ITALIANA

Fine vita e recenti interventi regionali

Toscana e Piemonte
17 Febbraio 2026

Toscana: le indicazioni del Consiglio regionale sull’applicazione della normativa alla luce dei rilievi della Corte costituzionale
Nella seduta del 4 febbraio u.s. la commissione Sanità del Consiglio regionale toscano è tornata ad occuparsi di fine vita per fare chiarezza sugli effetti della sentenza della Corte costituzionale n. 204 del 29 dicembre 2025, che si è espressa sulla legge regionale n. 16 del 2025 a seguito dell’impugnazione del provvedimento da parte del Governo.

E’ stato anzitutto spiegato come la Corte costituzionale abbia fatto “un’operazione chirurgica circostanziando le singole disposizioni ritenute incompatibili con il riparto costituzionale delle competenze legislative. La Corte ha dichiarato legittima la procedura, la previsione delle commissioni interdisciplinari e dei comitati etici, e i ruoli e le competenze delineate dalla legge, oltre alla parte sulle gratuità delle prestazioni e della previsione dell’assunzione a carico del bilancio regionale delle spese relative alle procedure del fine vita”.
E’ stato poi osservato cosa la Consulta ha ritenuto non costituzionale: “la tempistica che la legge poneva in termini inderogabili perché, sotto questo profilo, ha ritenuto necessaria l’uniformità su tutto il territorio nazionale. Ancora è incostituzionale la possibilità che l’istanza di suicidio assistito, oltreché dall’interessato, potesse essere fatta da un delegato del paziente. Ha poi sancito l’incostituzionalità ai riferimenti extra LEA”.

Durante la riunione sono stati presentati i dati che hanno riguardato le domande all’accesso al suicidio medicalmente assistito dal 2019, ovvero dalla prima sentenza in materia della Corte costituzionale: “Tredici sono le domande arrivate prima della promulgazione della legge regionale del 2025, mentre 17 domande sono arrivate dopo. Sei di queste arrivavano da fuori regione, non sono state dunque accolte perchè la domanda deve essere indirizzata alla Asl di riferimento territoriale.
Quattro istanze sono state ritirate; 3 persone sono decedute prima dell’esito della valutazione, 7 non sono state autorizzate. Ne sono rimaste 6, di cui 3 attualmente sospese su richiesta del paziente e 3 giunte a conclusione”.

Piemonte: circolare dell’assessorato alla Sanità indirizzata alle Asl affinché garantiscano il suicidio medicalmente assistito
Ha fatto discutere la scorsa settimana il messaggio riportato da alcuni organi di stampa secondo cui la Regione del Piemonte ha stabilito che il diritto al suicidio medicalmente assistito, in presenza dei requisiti previsti, deve essere garantito. La Regione avrebbe così diffuso a tutte le Asl una circolare della Direzione Sanità secondo cui i farmaci e i dispositivi necessari per erogarli saranno pagati dalla stessa Regione.

Il 6 Febbraio scorso, però, la stessa Regione ha smentito in una nota spiegando che “non è mai stato detto infine che sarà la Regione a pagare il farmaco fine-vita. Si è detto invece che tali farmaci devono comunque essere forniti dalle Asl in applicazione di quanto previsto dalla sentenza dell’Alta Corte 204/2025”. Per la precisione, “per quanto concerne la relativa spesa – spiega la nota di chiarimento della Regione – occorre infatti applicare la normativa in essere in tema di costi Lea/ extra-Lea, a proposito della quale la Regione ha avviato un’interlocuzione con il Ministero della Salute per avere chiarimenti in merito: se si tratta di Lea la spesa dovrà essere a carico del Servizio sanitario regionale, diversamente sarà a carico del richiedente. La Regione, pertanto, si atterrà alle indicazioni che riceverà in merito”, conclude la nota della Regione.

La nota regionale ha anche aggiunto che «Non si tratta di linee guida, né di una regolamentazione: si tratta di una mera circolare esplicativa delle diverse sentenze della Corte costituzionale che, nelle fonti del diritto italiano corrispondono a legge a cui tutti devono attenersi. La Regione non ha aggiunto nulla, né tolto nulla rispetto ai parametri stabiliti dalla Corte, ma ha semplicemente trasmesso, su richiesta del Comitato etico, una circolare esplicativa degli aspetti tecnico-giuridici delle sentenze”.
Come accennato, la nota della Regione è giunta a seguito delle indiscrezioni della stampa. Si trattava di un provvedimento atteso, vista la necessità di dirimere il caso del primo uomo che ha avanzato in Piemonte la richiesta per accedere al suicidio medicalmente assistito e che, pur avendo ottenuto il parere positivo da parte del Comitato Etico per il riconoscimento dei requisiti previsti dalla sentenza Consulta del 2019, si è visto dire dalla Asl che l’esecuzione effettiva della prestazione era impossibile.