UFFICIO NAZIONALE PER LA PASTORALE DELLA SALUTE
DELLA CONFERENZA EPISCOPALE ITALIANA

Alle soglie della scienza: a Lourdes un’esperienza di formazione, incontro e cura

Si è conclusa la Summer school per gli studenti universitari in discipline sanitarie
4 Agosto 2026

Circa trenta giovani, provenienti da diverse università d’Italia, impegnati negli studi di medicina e delle diverse professioni sanitarie, hanno vissuto a Lourdes un’esperienza formativa intensa e, per molti aspetti, unica. “Le soglie della scienza. Summer School”, progetto sperimentale organizzato e promosso dall’Ufficio Nazionale per la pastorale della salute della CEI, ha offerto agli studenti un’occasione di alta formazione scientifica, ma anche un’esperienza capace di interpellare profondamente il loro futuro professionale.

Il percorso è nato con un obiettivo preciso: mettere gli studenti a confronto con alcuni dei casi di guarigione scientificamente inspiegati e inspiegabili riconosciuti a Lourdes, entrando nel vivo del rigoroso percorso medico e scientifico che precede il riconoscimento di una guarigione. Un approccio tutt’altro che superficiale, affidato a docenti e professionisti di grande esperienza, che ha permesso ai partecipanti di conoscere da vicino i criteri, i protocolli e le modalità con cui il Bureau des Constatations Médicales analizza questi casi.

Attraverso workshop, lezioni e momenti di confronto, gli studenti hanno potuto approfondire casi clinici, analizzandoli dal punto di vista medico e scientifico e comprendendo la complessità del percorso che conduce alla loro valutazione. Non si è trattato, dunque, di una riflessione astratta sul rapporto tra scienza e fede, ma della possibilità concreta di entrare dentro la storia clinica di alcune persone e di comprendere il lungo cammino di studio, verifica e discernimento che accompagna le guarigioni riconosciute a Lourdes; questo ha permesso di varcare quella soglia tra scienza e fede, comprendendo che una dimensione non annulla assolutamente l’altra.

È proprio qui che l’esperienza ha superato le aspettative iniziali del corso. Accanto allo studio dei casi, infatti, i ragazzi hanno avuto la possibilità straordinaria di incontrare e ascoltare quattro persone che hanno ricevuto una guarigione riconosciuta come miracolosa a Lourdes: Antonietta Raco, Delizia Cirolli e suor Luigina Traverso. A queste si è aggiunta la possibilità di entrare in contatto, attraverso una telefonata, con Vittorio Micheli, la cui vicenda è stata anch’essa oggetto di approfondimento durante la Summer School.

Per gli studenti non si è trattato semplicemente di ascoltare delle testimonianze. Dietro ogni caso clinico è comparso un volto, una storia, una persona. Le cartelle cliniche, i dati, le diagnosi e i protocolli hanno lasciato spazio alla voce di chi quella malattia l’ha attraversata e di chi porta ancora oggi nella propria vita il segno di un’esperienza che ha cambiato la propria esistenza. È stato probabilmente questo uno degli elementi più forti e inattesi del percorso: scoprire che dietro ogni caso analizzato dalla scienza c’è una persona concreta, con la sua sofferenza, le sue domande, le sue relazioni e la sua storia.

L’esperienza di Lourdes ha così permesso agli studenti di comprendere che la medicina non può esaurirsi nella malattia, ma è chiamata a incontrare la persona nella sua integralità. La competenza scientifica rimane fondamentale, così come il rigore della ricerca e la capacità di leggere e interpretare i dati; ma la professione sanitaria chiede anche di saper stare accanto, ascoltare, comprendere e prendersi cura.

È questa la soglia che la Summer School ha progressivamente fatto emergere: una soglia non da oltrepassare abbandonando la scienza, ma da attraversare proprio con la scienza, aprendosi a una comprensione più ampia dell’uomo.

Accanto agli approfondimenti scientifici, infatti, non sono mancati momenti dedicati alla dimensione umana e spirituale, vivendo le celebrazioni e l’esperienza stessa del Santuario che hanno contribuito a costruire un percorso nel quale formazione e vita si sono incontrate.

Al termine dei giorni vissuti a Lourdes rimane così un’esperienza che difficilmente può essere racchiusa nella semplice definizione di corso di formazione. “Le soglie della scienza” è stato un cammino che ha toccato i partecipanti, li ha messi in discussione e li ha aiutati a guardare con occhi nuovi alla professione verso la quale si stanno preparando.

Perché forse la vera soglia che questi giovani hanno incontrato a Lourdes non è stata quella che separa scienza e fede, ma quella che conduce dalla cura della malattia alla cura della persona. Una soglia che non chiede di scegliere tra sapere scientifico e dimensione umana, ma di tenerli insieme, riconoscendo che ogni gesto di cura nasce dall’incontro con persone concrete, portatori di una storia, di una fragilità e di una dignità che nessuna diagnosi può esaurire.

E così, tornando a casa, i circa trenta studenti portano con sé non soltanto nuove conoscenze e strumenti professionali, ma soprattutto volti e storie.

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